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Svizzera: No alla revisione della legislazione postale

20 maggio 2008

Come sappiamo il Consiglio Federale, per il tramite del DATEC, ha messo in consultazione il messaggio relativo alla nuova legislazione postale. Consultazione che scadrà il prossimo 16 giugno. In considerazione del fatto che questa decisione non sarà senza conseguenze per i cantoni, ci permettiamo di inviarvi la risposta alla consultazione formulata dal nostro Sindacato che è partner sociale della Posta ed è inoltre il Sindacato più importante nel settore postale e in quello della logistica. Precisiamo in questa sede che nel dibattito interno condotto a livello nazionale che ha poi portato all’elaborazione dei documenti allegati, la nostra sezione si è battuta a fondo affinché ne uscisse una posizione ancora più marcata in favore di un no, senza se e senza ma, a questa nuova legislazione postale. Ciò è dovuto al fatto che in quanto regione periferica, il nostro Cantone ha subìto forse più di altri gli effetti delle continue ristrutturazioni portate avanti dall’azienda che, come sappiamo, hanno avuto delle gravi ripercussioni non solo dal punto di vista occupazionale ma anche da quello del servizio offerto alla popolazione. Pensiamo qui alle mobilitazioni organizzate contro il progetto REMA e Ymago, per citarne solo due, che hanno visto la partecipazione dei dipendenti della popolazione ma anche di numerosi comuni. D’altro canto anche il risultato (cantonale) della votazione sulla nostra iniziativa popolare denominata “Posta per tutti” del settembre 2004 e che voleva cercare di arrestare la politica di chiusura degli uffici postali ha dimostrato quanto sia importante per la nostra popolazione mantenere un’azienda pubblica fortemente radicata sul nostro territorio. Il sì all’iniziativa aveva infatti raccolto ben il 69% risultando il terzo Cantone con la percentuale di favorevoli più alta dopo Giura e Vallese. Iniziativa che, ricordiamo, è però stata confitta con il 50,2% dei suffragi. Ma un altro aspetto per noi importante è che la battaglia delle Officine FFS di Bellinzona si inserisce ora con forza in questo contesto evidenziando per l’ennesima volta come la popolazione della nostra regione, non solo sia particolarmente attaccata alle ex regie federali, ma voglia che quest’ultime siano orientate verso un’altra politica che non sia quella della ricerca del massimo profitto, bensì quella di un mantenimento di un vero servizio pubblico e di posti di lavoro di qualità. Lo sciopero delle Officine FFS di Bellinzona, il massiccio sostegno della popolazione, ha ribadito una volta per tutte che questa logica di liberalizzazione e privatizzazione deve cessare. Pertanto, dal 7 marzo 2008 in poi, giorno dell’inizio dello sciopero, il dibattito che deve accompagnare le decisioni riguardanti le ex regie federali non può che contenere gli obiettivi sollevati dalla campagna per le Officine. In altri termini, si deve discutere di come riportare queste aziende nel loro giusto ruolo (rinazionalizzare) e non di liberalizzarle o privatizzarle ulteriormente. Il netto contrario quindi di quanto vorrebbe fare oggi il Consiglio Federale con questa revisione della legge che riguarda la Posta e il mercato postale. E non può essere altrimenti dal momento che, e parliamo qui solo delle aziende di nostra competenza, Swisscom ha tagliato nel solo nostro Cantone, qualche cosa come 650 posti di lavoro in meno di 10 anni, mentre la Posta, dal 2002 al 2007, ne ha soppressi più di 400 ai quali andranno aggiunti gli oltre 200 tagliati dal progetto REMA che per quel che ci riguarda, prenderà avvio il prossimo mese di luglio con l’entrata in funzione del nuovo sotto centro di Cadenazzo. A tutto ciò dobbiamo aggiungere la politica di chiusura degli uffici postali che ha toccato anche comuni importanti; uno su tutti, quello di Bellinzona. L’altra faccia della medaglia è invece quella di due aziende che fanno utili sempre più importanti. Se da una parte Swisscom, da anni ormai, fa registrare utili miliardari ecco che la Posta Svizzera è sulla buona strada dal momento che è passata dai 209 milioni di CHF nel 2002 a 909 milioni di CHF nel 2007. Un balzo in avanti veramente impressionante. La nuova legislazione postale si inserisce, purtroppo, ancora una volta in una logica del libero mercato; profitti prima di tutto. L’abbassamento del monopolio non è che una scusa per fare nuovamente pressione sulle condizioni di lavoro al fine di aumentare ancor di più la redditività dell’azienda. Questo infatti è lo scenario che si sta delineando a livello europeo. E la trasformazione della Posta in una società anonima non è che il preludio alla sua totale privatizzazione come ci insegna la discussione (non terminata) legata alla vendita di Swisscom. In sostanza possiamo affermare che: 1. Non c’è nessuna ragione che giustifichi la liberalizzazione totale del mercato postale. 2. La liberalizzazione del mercato postale non porta nulla agli utenti. Le esperienze realizzate in altri paesi mostrano che a trarne profitto sono i grossi clienti mentre i privati e le PMI, pagano assai di più a medio e lungo termine. 3. La liberalizzazione del mercato postale compromette l’attuale qualità del servizio universale. Affinché la Posta possa continuare a fornire in futuro servizi non redditizi deve poter fruire di un monopolio residuo. Ne traggono profitto in particolare le regioni periferiche, ma la liberalizzazione del mercato postale comprometterebbe all’incirca 1'000 uffici postali compresi i loro posti di lavoro. 4. La liberalizzazione del mercato postale compromette ulteriormente le condizioni di lavoro dei dipendenti della Posta e anche quelle delle imprese concessionarie. 5. La privatizzazione della Posta non è null’altro che l’anticamera della sua vendita. La proposta del Consiglio federale non tiene conto della situazione particolare del nostro paese e nemmeno delle esigenze della popolazione. Siamo infatti del parere che con questa operazione vi saranno solo perdenti, utenti e dipendenti in primis. Ragione per cui questa proposta va respinta al mittente, senza se e senza ma. Vi ringraziamo già sin d’ora per l’attenzione che vorrete rivolgere a questo nostro scritto e ci auguriamo che terrete nella giusta considerazione questa nostra analisi nella vostra risposta di consultazione. Vi comunichiamo nel contempo che siamo a vostra completa disposizione qualora vi necessitassero altre informazioni supplementari. Angelo Zanetti, segretario regionale del sindacato della Comunicazione TICINONEWS - 20.05.08 11:50 | Opinione | Angelo Zanetti

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