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Antitrust: «No ai privilegi per le Poste»

15 ottobre 2007

Monito dell'Autorità Garante: necessario modificare il sistema delle tariffe postali agevolate che aiuta l'ente Modificare il sistema di sostegno all'editoria e ai settori no-profit con il decreto-legge che accompagna la manovra Finanziaria 2008 all'esame del Senato, «eliminando il sistema delle tariffe postali agevolate che privilegia ingiustificatamente Poste Italiane». Lo chiede l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato in una segnalazione inviata ai Presidenti di Camera e Senato, al Presidente del Consiglio e ai ministri dell'Economia e della Comunicazioni. ALTOLA' - La norma contenuta nel decreto in pratica per l'Antitrust conferma la «grave» distorsione concorrenziale nel mercato. Il decreto legge che accompagna la Finanziaria prevede in particolare una stretta sulle tariffe postali agevolate per l'editoria e un emendamento del relatore ridisegna questi tagli facendo pesare di più la stretta sui grandi gruppi e meno sui piccoli. Ma la questione di fondo non cambia per l'Antitrust in quanto si codificherebbe ulteriormente, tra l'altro in contrasto con le linee contenute nel progetto di riforma dell'editoria, una disparità tra le Poste, che possono fare tariffe agevolate in quanto gli sconti sono sostenuti dal bilancio pubblico, e gli altri operatori del settore. Per questo si chiede una modifica da inserire nel decreto legge attualmente all'esame della Commissione Bilancio di Palazzo Madama. L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ricorda infatti in una nota che «a Poste Italiane viene riconosciuta annualmente una compensazione per le tariffe postali scontate applicate alle spedizioni di prodotti editoriali e per il settore no-profit. Si tratta di un meccanismo che determina un'evidente e grave distorsione concorrenziale: operatori postali diversi da Poste Italiane non sono infatti in grado di praticare offerte competitive agli editori e agli enti no-profit per questo tipo di prestazione. Attraverso la normativa vigente, si è quindi sottratto di fatto al mercato uno spazio di attività che di diritto sarebbe liberalizzato». LA FINANZIARIA - Nella segnalazione l'Autorità ricorda che una norma del decreto collegato alla Finanziaria (l'articolo 10 commi 5-8) «conferma il meccanismo delle tariffe postali agevolate, sia pur a fronte di una riduzione della compensazione dovuta a Poste. La norma non solo conferma un sistema in contrasto con le norme a tutela della concorrenza e del mercato, ma è contraddittoria anche con la delineata riforma della disciplina del settore editoriale». Per l'Autorità è dunque necessario un intervento «urgente», da attuare in sede di conversione del decreto, che garantisca il diritto di scelta del fornitore del servizio postale sia per gli invii di prodotti editoriali sia per gli invii delle associazioni no-profit. «Il pur necessario sostegno - si legge nella nota del Garante - dovrebbe essere riconosciuto agli operatori dei due settori interessati attraverso forme di credito d'imposta calcolato sulla base delle spese postali sostenute. Questa soluzione è peraltro prevista dal disegno di legge sull'editoria appena varato dal Consiglio dei Ministri, sia pur limitatamente alle spedizioni dei prodotti editoriali in abbonamento». Per l'Autorità «la modifica suggerita rappresenta un primo imprescindibile intervento volto a instaurare condizioni di concorrenza non falsate nel settore postale, in quanto permetterebbe agli operatori già presenti sul mercato, ed eventualmente a quelli nuovi entranti, di poter offrire servizi alternativi a quelli dell'operatore dominante. L'apertura alla concorrenza del mercato dovrebbe incentivare le imprese ad una maggiore efficienza nella fase della distribuzione, con significative ricadute in termini di innalzamento del livello di qualità del servizio a beneficio dei consumatori e di aumento della domanda di prodotti editoriali in abbonamento, ponendo le basi per una crescita del mercato»

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