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Francia, in vendita 20% della Poste

08 luglio 2008

Il Governo metterà sul mercato un quinto del capitale. E Bruxelles grazia le Poste tedesche sugli aiuti di Stato. Il presidente della Poste, Jean-Paul Bailly, ha annunciato il cambio dello statuto della società pubblica postale francese, operazione che aprirà le porte ad una parziale privatizzazione. Il nuovo statuto prevede la trasformazione in società per azioni e potrebbe essere approvato già nel 2009. Poi sarà immessa sul mercato una quota di azioni tra il 10% ed il 20%. I toni sono ancora sfumati, perché i sindacati francesi hanno già annunciato battaglia, ma la società dovrà affrontare il nodo della liberalizzazione europea dei servizi postali, prevista entro il 2011, e non può farlo con l'attuale assetto e con un personale di 280mila persone, il 60% delle quali ha la qualifica di funzionario. Con la parziale privatizzazione, La Poste potrebbe incassare quasi tre miliardi di euro, che le consentirebbero investimenti per contrastare i privati. Tedeschi assolti - Mentre le Poste francesi sono in mezzo al guado, quelle tedesche gioiscono per la sentenza della Corte Europea, che ha assolto Deutsche Post dall'accusa di avere ottenuto 572 milioni di euro come "aiuto di Stato". Ma la controparte, che in questo caso è la Commissione Europea, potrebbe ricorrere in appello. Il caso è iniziato nel 2002 in seguito alla denuncia di UPS e di alcuni operatori postali privati ed è sfociato in una condanna da parte della Commissione Europea che, con questa sconfitta in prima istanza, dovrebbe pagare anche i costi processuali. TRASPORTO EUROPA - Logistica 08 luglio 2008 @ 18:56:06 CEST

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