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Apertura mercato postale svizzera: Sinistra e regioni periferiche scettiche

14 giugno 2008

Verdi, socialisti, sindacati e regioni periferiche sono contrari al progetto del Consiglio federale di totale liberalizzazione del mercato postale: temono infatti la fine del servizio universale e la soppressione di impieghi. È quanto emerso nel corso della procedura di consultazione, che si conclude lunedì. I partiti borghesi sono per contro favorevoli all'apertura. Il PS - appoggiato da Verdi e sindacati - brandisce già la minaccia di referendum, ritenendo "inutile" la revisione della legge, che mette sotto pressione gli impieghi e costituisce un degrado delle condizioni di lavoro. In Svezia l'apertura del mercato postale ha portato alla cancellazione di un quarto dei posti di lavoro: in Svizzera ciò significherebbe la sparizione di 10'000 impieghi, essenzialmente nelle regioni rurali e di montagna, scrive il Gruppo svizzero per le regioni di montagna (SAB) nella sua presa di posizione. Dello stesso avviso anche il governo del Cantone di Obvaldo, secondo cui verranno chiusi gli uffici poco redditizi in favore delle regioni urbane. Secondo i Verdi, la liberalizzazione non porterà nulla al consumatore: le esperienze all'estero hanno mostrato che sono soprattutto i grossi clienti ad approfittarne. Diametralmente opposta l'opinione dei partiti borghesi, che sostengono l'apertura del mercato postale: per il PPD la priorità è garantire un servizio di base di qualità, a prezzo ragionevole e nell'insieme del paese. Ciò - scrivono i democristiani - è possibile anche in un mercato liberalizzato. Dello stesso avviso anche i radicali: il PLR si dice convinto del fatto che la liberalizzazione comporterà solo benefici per i consumatori e per l'insieme dell'economia. Economiesuisse auspica "il più velocemente possibile un'apertura del mercato delle lettere". Più concorrenza sul mercato postale si tradurrà in una maggiore libertà di scelta, un miglioramento della qualità e una riduzione dei prezzi. La Federazione delle imprese svizzere chiede che la Posta venga trasformata in una società privata e non in società anonima di diritto pubblico come previsto dal Governo. KEP&Mail, l'associazione che riunisce le imprese private che offrono servizi postali, chiede di accelerare i tempi di liberalizzazione del mercato della posta lettere: si tratta - si legge nella presa di posizione - di aumentare la concorrenza a vantaggio dei clienti. La Posta stessa si dice pronta ad assicurare il servizio di base anche su un mercato completamente liberalizzato, ma a certe condizioni. Il particolare il "gigante giallo" chiede un maggiore margine di manovra, soprattutto sul piano finanziario. L'ex-regia federale vuole poter disporre di una licenza bancaria, contrariamente a quanto previsto dal governo: chiede di poter "distribuire crediti e ipoteche". Lo schieramento rosso-verde è favorevole a quest'opzione, mentre economiesuisse è decisamente contraria. Berne Berne -

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