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La Ricetta Astrid Per Poste, Consegne Più Lente

15 marzo 2008

Sussidiare il servizio universale con i ricavi di Bancoposta, assoggettare i servizi postali all'Iva per compensare i minori contributi dello stato alle Poste, ipotizzare di allentare i tempi per recapitare le lettere. Sono alcune delle proposte elaborate da Astrid, il centro studi presieduto da Franco Bassanini. Le ipotesi sulla «riforma dei servizi postali» sono state discusse in un seminario a porte chiuse con rappresentanti della stessa società controllata dal ministero dell'Economia, tra cui l'amministratore delegato Massimo Sarmi e il vicepresidente Nunzio Guglielmino. Secondo la ricostruzione di MF/Milano Finanza, nella riunione si sarebbe anche discusso di un'ipotesi avanzata dal gruppo di ricerca di Astrid: ridurre i livelli di obbligo del servizio universale. Non vi sono principi generali che obbligano a recapitare le lettere tutti i giorni, e quest'obbligo potrebbe essere ridotto a due-tre giorni, è stato sottolineato. I postini, insomma, passerebbero due volte la settimana. Questa posizione, hanno poi aggiunto gli esperti di Astrid, è «concettualmente legittima, ma pone problemi di ordine sia politico-sociale sia redistributivo». Avrebbe suscitato maggiore consenso un'altra proposta, quella di coniugare il problema del finanziamento del servizio postale con quello dell'Iva. In altri termini, si consiglia di assoggettare i servizi postali all'imposta sul valore aggiunto, da cui Poste italiane è oggi esentata perché in origine la società presieduta da Vittorio Mincato era parte della pubblica amministrazione. La tesi ricalca analoghe esperienze già in vigore in paesi del Nord America. L'introduzione della misura comporterebbe una riduzione del costo del servizio universale per circa 100-150 milioni, è la stima emersa. L'ipotesi non è stata accolta con scetticismo dai vertici di Poste. Infatti il vicepresidente Guglielmino l'avrebbe definita affascinante e positiva, riservandosi di studiarla con attenzione. Ma ci sarebbe anche un altro modo per finanziare il servizio universale di Poste, secondo Astrid, oltre ai trasferimenti statali: il sussidio incrociato proveniente dai servizi finanziari e di Bancoposta. Un sussidio legittimo anche se improprio, perché proveniente da servizi offerti in mercati concorrenziali e destinato a servizi di monopolio. Su Bancoposta c'è stato poi un intervento di Antonino Turicchi, direttore generale di Cassa depositi e prestiti. Turicchi, richiamando l'introduzione della direttiva Mifid che determina particolari obblighi di trasparenza e di informazione sui prodotti finanziari che sono collocati alla clientela retail, ha posto l'accento sul futuro di Bancoposta. Con l'evoluzione verso un modello di intermediario creditizio separato dalle Poste, si porrà la questione se il rapporto tra Poste e Bancoposta debba essere esclusivo ovvero se altri operatori possano utilizzare la rete per offrire propri prodotti. Inoltre Turicchi ha rimarcato come in un mercato liberalizzato l'affidamento a Poste di alcune pratiche della pubblica amministrazione potrebbe essere in contrasto con le norme antitrust. MF - Il Caso 7-3-08

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