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Finanza al centro, il core business soffre

02 febbraio 2008

I1 mercato del recapito postale soffre in Italia di tre problemi rilevanti, tra diloro concatenati: eccesso di protezione monopolistica dell'operatore pubblico, mancato sviluppo della domanda e qualita incerta. Nel 1997 1a prima direttiva comunitaria sui servizi postali avviava una timidissima liberalizzazione, imponendo l'apertura alla concorrenza di un segmento minimo. Poiche in Italia, anche se da un punto di vista solo normativo e non effettivo L'area liberalizzata era molto piu ampia, Governo che nel 1999 recepi la direttiva adotto', sotto dettatura di Poste Italiane, la scelta paradossale di utilizzare un provvedimento liberalizzatore per ampliare il monopolio in favore dell'azienda pubblica sino al limite massimo permesso. Oggi Poste italiane e' monopolista di diritto in meno di meta del mercato postale, perche' la seconda direttiva europea ha ridotto il perimetro della riserva legale, ma e monopolista di fatto nella rimanente parte. In questo contesto problematico del mercato postale si inserisce la grande espansione di Poste italiane nel segmento dei servizi finanziari nel quale la politica molto aggressiva dell'azienda, che ha puntato sulla crescita della qualita, sull'innovazione dei prodotti e sul contenimento delle commissioni a carico degli utenti, ha accresciuto la concorrenza e si e tradotta in rilevanti incrementi di attivita. Essa ha generato benefici importanti per i consumatori, per il sistema economico e per la stessa azienda, permettendo il risanamento del bilancio e il raggiungimento di una redditivita elevata. Nell'area dei servizi postali di recapito, core mission dell'azienda anche se non piu' core business, un'aggressiva politica di sviluppo non e stata invece tentata e, nonostante un miglioramento evidente della qualita realizzato negli scorsi anni, ora messo in seria crisi, i livelli di traffico sono declinati. Nonostante processo di riforma dell'azienda, il nostro paese non ha ancora un servizio postale di livello europeo e si priva del contributo che un mercato piu' grande potrebbe dare alla crescita economica e all'occupazione. Eppure vi sono molte aree nelle quali intercettare nuova domanda di recapiti, in particolare la micrologistica del consumatore: se internet porta inevitabilmente alla trasformazione di quote rilevanti di comunicazioni cartacee in elettroniche, potrebbe anche condurre alla trasformazione di una quota non trascurabile di certe tipologie di acquisti effettuati presso gli esercizi commerciali in acquisti online (favorita dall'invecchiamento della popolazione, dalla scarsita di tempo libero delle persone, dalle difficolta della viabilita' urbana e dagli alti costi di commercializzazione al dettaglio dei beni), con conseguente necessita di far recapitare a domicilio i prodotti acquistati. Il futuro dei recapiti postali non puo' che essere meno certa, mentre tuttavia la prima e una tendenza naturale, avviata da Internet, la seconda non e spontanea ma richiede l'attivazione di politiche di mercato aggressive da parte delle imprese postali accanto ad una loro elevata efficienza nelle consegne. Senza di esse il futuro del recapito sara solo meno carta, e quindi un suo progressivo e problematico ridimensionamento. • Cnet - Universita' Bicocca 31-1-08 IL SOLE 24 ORE di Ugo Arrigo*

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