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La posta in Svizzera è ritenuta troppo cara

30 dicembre 2007

Un monopolio destinato a cadere? Secondo Martin Kaiser, direttore uscente di PostReg, l'autorità di regolazione del mercato postale elvetico, ogni anno la Posta incassa 300 milioni di franchi di troppo. Pure la ministra dell'economia Doris Leuthard si è espressa favorevolmente in merito a una maggiore apertura del mercato postale, unitamente al cambiamento della forma giuridica dell'azienda. La Posta richiede annualmente 300 milioni di franchi di troppo per consegnare le lettere della posta A e B: ad affermarlo, nell'ambito di un'intervista alla «NZZ am Sonntag», è il direttore uscente di PostReg, Martin Kaiser. Quest'ultimo lascerà la guida dell'autorità di regolazione a fine 2007. «È evidente. Le tariffe per le lettere sono nettamente troppo care, soprattutto per quelle leggere soggette al monopolio, che costituiscono il 90% di tutti gli invii, sia via posta A, sia via posta B», ha dichiarato Kaiser. Concorrenza auspicata Secondo il responsabile dell'autorità di regolazione postale, sarebbe possibile «una riduzione sostanziale dei prezzi». Gli svizzeri pagano infatti praticamente le tariffe più alte di tutta Europa per le missive con un peso fino a 20 grammi. Nonostante i colloqui con la Posta, PostReg non è però finora riuscita a ottenere un abbassamento dei prezzi. «Tale facoltà spetta unicamente a Moritz Leuenberger, ministro dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni», ha osservato Kaiser Secondo il direttore di PostReg, che in futuro lavorerà per economiesuisse (la federazione delle aziende svizzere), occorre aprire rapidamente il mercato. «Finché sussiste un monopolio, la rete postale rappresenta soltanto un costo e non un vantaggio», ha affermato. Riforma del mercato Dal canto suo, la ministra dell'economia Doris Leuthard – salutando anch'essa la prospettiva di un'apertura – ha sottolineato in una recente intervista alla NZZ che il Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti, dell'energia e delle comunicazioni (DATEC) ha ricevuto il mandato di elaborare una proposta di riforma inerente al mercato postale. L'Unione europea, ha ricordato la ministra, intende sopprimere il monopolio postale: di conseguenza, anche la Svizzera potrebbe avviarsi in questa direzione. Politicamente, tuttavia, l'eventuale cambiamento dovrebbe avvenire gradualmente. La Posta, azienda di diritto pubblico di proprietà della Confederazione, è il secondo maggiore datore di lavoro del paese. Con la legge sulle poste del 1998 il parlamento le ha conferito il mandato di erogare alla popolazione e all'economia i servizi postali e di traffico dei pagamenti. Doris Leuthard ha aggiunto che, per la Posta, è ipotizzabile una forma analoga a quella di Swisscom, ossia una società per azioni. A suo parere, in un sistema basato sulla concorrenza, anche la Posta dovrebbe essere gestita sulla base di principi imprenditoriali, pure per quanto concerne il personale. Meno cassette postali Nell'ambito delle propria pianificazione futura, la Posta ha inoltre recentemente annunciato l'intenzione di eliminare – entro il 2010 – circa il 10% delle proprie cassette postali. L'ultima parola, anche alla luce di alcune reazioni critiche, dovrebbe comunque spettare ai comuni. «Senza il consenso del comune interessato, non elimineremo nessuna casella», ha infatti ribadito il portavoce dell'azienda Richard Pfister. Il numero esatto delle cassette che non verranno sostituite nell'ambito del rinnovo generale non è perciò ancora stato definito. In merito alle dichiarazioni di Martin Kaiser, la Posta ha fatto notare domenica che, attualmente, non esiste un metodo di calcolo chiaro per quanto concerne i costi del servizio di base; inoltre, una liberalizzazione completa del mercato potrebbe mettere in pericolo sia la qualità delle prestazioni sia le condizioni di lavoro. SWISSINFO - 30 dicembre 2007 - 12.35

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