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Meno aiuti di Stato per i giornali. Cade il monopolio Pt

05 ottobre 2007

La nuova bozza del sottosegretario Franco Levi riduce i contributi diretti e allunga i tempi Sparisce anche il monopolio «scontato» delle Poste. Rinviate le facilitazioni all'innovazione Un salasso da 217 milioni di euro si abbattera nei prossimi quattro anni sulle imprese di giornali e periodici. Mentre il credito d'imposta per lo sviluppo delle tecnologie multimediali nel settore dell'informazione arrivera' soltanto dopo nove mesi dall'entrata in vigore della legge di riforma. La stretta ai finanziamenti e' la novita piu significativa del ddl messo a punto dal sottosegretario alla presidenza del consiglio dei ministri, Ricardo Franco Levi. La bozza, che ha ricevuto il parere favorevole della conferenza Stato-regioni e della commissione Attivita produttive della Camera, sara' esaminata oggi in preconsiglio e approvata nel cdm di giovedi prossimo. Poi la parola passa al Parlamento dove gia si affilano i coltelli in attesa del testo, modificato rispetto al testo licenziato in via preliminare dal governo il 3 agosto scorso. Nel mirino del nuovo testo ci sono i contributi diretti all'editoria. La clausola di copertura finanziaria, infatti, e' stata modificata. In vista, una vera e propria Caporetto delle agevolazioni statali che a partire dal 2008 subiranno un taglio secco di 39,2 milioni l'anno (rispetto al testo di agosto), compresi i 17 milioni di risparmi che verranno dal riordino del sistema delle agevolazioni per la spedizione di quotidiani, libri e periodici in abbonamento. Le Poste perderanno il monopolio del servizio e lo stato potra' scaricare dalle spalle dei contribuenti un alto peso costringendo le imprese editrici a cercare sul mercato il miglior offerente. Su queste spese gli editori avranno un credito d'imposta, ma il risparmio sara' certo inferiore alla mancata agevolazione. Dall'altro lato, la riforma prevede che dal prossimo anno il governo metta sul piatto 9,2 milioni per finanziare il fondo per la mobilita e la riqualificazione professionale dei giornalisti e l'armonizzazione dei regimi previdenziali (in tutto 4,2 milioni). Tutta rinviata, invece, la partita degli aiuti per le aziende che puntano sulle nuove tecnologie. La nuova bozza di ddl, infatti, proroga da tre a nove mesi il tempo che il governo avra' a disposizione per quantificare le modalita degli investimenti e definire i meccanismi di accesso alle facilitazioni fiscali con l'emanazione di uno o piu decreti delegati di attuazione. Nella riforma, infatti, non e' previsto alcuno stanziamento. Si sa solo che le spese aziendali in innovazione e multimedialita godranno di un credito d'imposta pari al 15% del totale investito. Per il resto l'impianto del provvedimento non ha subito modifiche. I criteri per l'accesso ai contributi potranno quindi coprire si¬no ad un massimo del 40% delle spe¬se complessive sostenute, con bonus aggiuntivo variabile proporzionale al numero copie stampate.

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