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Istruttoria Antitrust sulle Poste

31 luglio 2007

Anche Poste Italiane finisce nel mirino dell'Antitrust. Dopo banche, assicurazioni e petrolieri, il garante della concorrenza ha messo nel mirino anche il gruppo guidato da Massimo Sarmi. L'INDAGINE - L'istruttoria è stata aperto per valutare la sussistenza o meno di un abuso di posizione dominante, tramite il quale Poste starebbe di fatto limitando «sensibilmente» l'attività dei concorrenti sui mercati dei servizi liberalizzati e su quelli di prossima liberalizzazione. Un annuncio che non scompone la società: «Attendiamo con serenità l'esito dell'istruttoria» perché «Poste Italiane ha sempre rispettato le regole del mercato, della concorrenza e della tutela del consumatore», ha dichiarato l'ad Sarmi, sottolineando di avere la «massima fiducia che l'accertamento si concluderà positivamente, confermando il pieno rispetto delle regole del mercato da parte di Poste Italiane». CONTRATTI VECCHI E NUOVI - L'indagine dei tecnici di Antonio Catricalà, destinata a chiudersi entro il 30 maggio dell'anno prossimo, riguarderà principalmente due punti: in primo luogo, gli accordi di fornitura siglati da Poste con i concorrenti nell'ampio arco temporale che corre dal dicembre 2000 al gennaio 2007; in secondo luogo, le previsioni contenute nel bando di gara emanato nel maggio 2007 in sostituzione dei vecchi contratti. Si tratta di clausole di esclusiva che di fatto impediscono alle agenzie di recapito di offrire i propri servizi a imprese concorrenti dell'operatore dominante. Più delicato l'aspetto dei contratti siglati con i concorrenti. Successivamente all'approvazione del decreto legislativo del 1999 sulla progressiva liberalizzazione dei servizi postali, secondo l'Autorità sono stati «paradossalmente» sottratti al mercato alcuni servizi, fra cui quelli relativi alla posta ordinaria e raccomandata, offerti in precedenza da Poste e da una serie di altri operatori titolari di concessione. A seguito di tale decreto, Poste ha siglato contratti con circa 70 ex concessionari per esternalizzare alcuni servizi. Ma Poste, «grazie al suo potere contrattuale di gran lunga maggiore», avrebbe vincolato l'attività degli ex concessionari, «riducendone fortemente la capacità competitiva e l'autonomia imprenditoriale, indebolendoli in vista della completa liberalizzazione in programma al massimo per il 2011». POSIZIONE DOMINANTE - È per questo motivo che, spiega il Garante, l'insieme dei comportamenti tenuti da Poste «potrebbero configurare una strategia unitaria mirante ad estendere e rafforzare la propria posizione dominante sui mercati dei servizi attualmente liberalizzati e su quelli che lo saranno in futuro». Immediata la reazione delle associazioni dei consumatori. Il Codacons esprime «soddisfazione» per l'avvio dell'istruttoria. Ma l'associazione chiede di puntare i riflettori anche sul settore dei vaglia che dal mese scorso hanno una commissione di 2,5 euro. Sostegno anche dall'Aduc, che sottolinea però il tempo lungo dell'indagine e la posizione del governo, che permette a un'azienda di sua proprietà di agire a discapito delle norme di mercato.

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