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L’Authority: la posta degli enti pubblici non andrà più solo a Poste italiane, grandi prospettive al network in franchising Mail Express Poste Private.

20 gennaio 2015

Il franchising postale? E’ il lavoro del futuro. In un mondo che cambia continuamente, nel quale la comunicazione elettronica sembra essere diventata l’unica possibile, in realtà la comunicazione postale, specie per quel che riguarda tutta una serie di spedizioni particolarmente importanti, è destinata a ritagliarsi sempre nuovi e sempre più importanti spazi di attività. E’ di questi giorni, infatti, l’intervento dell’Autorità Anticorruzione (Anac) di Raffaele Cantone, chiamata a risolvere una situazione in cui, nonostante teoricamente il mercato delle spedizioni sia aperto da un decennio, Poste Italiane detiene più dell’80% dei volumi e tra l’85 e il 90% del valore del mercato. Che significa? Significa che le amministrazioni pubbliche dovranno attenersi a tutta una serie di nuove regole nell’affidare i servizi postali, tranne che per la consegna degli atti giudiziari e delle violazioni del codice stradale, che per legge sono di competenza dell’ex monopolista. E’ fin troppo intuibile, dunque, che si aprano nuovi e sempre più interessanti scenari per chi, come Mail Express Poste Private, opera da anni con efficacia, avendo strutturato una rete territoriale di grande efficienza nel settore delle Poste Private. L’Anac, infatti, prevede che d’ora in poi tutti i contratti, anche quelli sotto la soglia comunitaria, dovranno essere aggiudicati con procedura pubblica. In pratica, significa che ogni singolo imprenditore associato al franchising della Mail Express Poste Private potrà concorrere per l’affidamento dei servizi postali della pubblica amministrazione, contando sul decisivo supporto che il gruppo Mail Express Poste Private è in grado di offrire con la sua capillare rete distribuita sul territorio nazionale. Anche se, infatti, l’Autorità garante ipotizza di suddividere in più lotti questi bandi, che di solito sono quelli d’importo maggiore, facendo perno su aree geografiche omogenee, gli operatori dovranno essere in grado di garantire la «copertura di un minimo del 70% dei volumi».

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