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Aprire un servizio di Poste Private in Franchising

17 maggio 2012

Dall'1 gennaio 2011 si sono diffusi anche in Italia i servizi postali privati in seguito al dl 58/2011 (che recepisce la direttiva europea 2008/6/CE) e che comporta la diffusione nel mercato di operatori concorrenziali rispetto al servizio postale statale, prima monopolistico, e che completa un iter di liberalizzazione progressiva avviato in Europa dal 2003. Sono sorti così, rapidamente, molti uffici postali privati in franchising, che rappresentano un'opportunità di investimento e imprenditoriale. E che, come ogni franchising, impongono all'affiliato (o franchisee) di seguire le direttive della casa madre (franchisor, o affiliante), da cui apprendono il know how per avviare l'attività e di cui “sfruttano” il nome, diffondendo il brand. Gli investimenti iniziali sono variabili ma in linea di massima bisogna calcolare minimo 5000 euro, cifra che va a coprire i costi dell'attrezzatura (come stampante termica, pistola ottica, palmare), l'arredamento, l'eventuale fee d'ingresso (ma c'è chi ne ha azzerato i costi, come nel caso di MailExpress e di PostExpress, che hanno abolito anche le royalties mensili), i software, il corso di formazione che, in media, dura tra i 2 e i 5 di giorni e insegna il mestiere all'affiliato dal punto di vista legale, commerciale, amministrativo ed operativo. Quando invece sono previste fee d'ingresso, bisogna preventivare circa altri 5000 euro, come nel caso di Qui Poste e di Posta Privata Nazionale (la quale, però, non si definisce franchising ma network, specificando di non porre vincoli all'affiliato, che resta così indipendente) e in questo caso la cifra comprende il costo dell'istruttoria del Ministero, del corso formativo, della concessione in uso del software operativo che consente di gestire sia i bollettini che la corrispondenza, la prima fornitura di materiale per postalizzazione, il sito internet, l'indirizzo mail, i volantini per il lancio pubblicitario dell'agenzia. Ci sono, inoltre, anche dei brand che decidono le fee d'ingresso in base al numero di abitanti, come Cityposte, che prevede una cifra che va dai 5000 ai 7000 euro + Iva. Tra le spese bisogna considerare l'affitto (l'ufficio, di almeno 25-30 mq, dev'essere collocato in una zona di passaggio e facilmente raggiungibile, con parcheggio nei paraggi, e deve prevedere un'area per i clienti e una per lo smistamento della posta), le utenze, i timbri, la cancelleria, e il costo dei dipendenti se ce ne sono. Oltre naturalmente alle royalties mensili se previste o, come nel caso di Posta Privata Nazionale, la corresponsione all'affiliante di 0,06 euro+ iva per ogni documento inserito sul sistema operativo della casa madre sistema operativo (ad esempio, 60 centesimi per 5 raccomandate e 5 spedizioni prioritarie). Queste le spese. Ma il fatturato? “Dipende da fattori differenti”, spiega Franco Gaspari di MailExpress, “tra cui in primis la capacità di sviluppo commerciale in loco del franchisee e la potenzialità del bacino d’utenza scelto”. Mentre un dato più puntuale lo fornisce Stefano Venneri, titolare di Posta Privata Nazionale: “Ora che siamo a regime fatturiamo indicativamente 85000 euro all'anno”. Tra la decisione di aprire un franchising nel settore postale e l'effettiva apertura passano un paio di mesi, e tra i requisiti richiesti, nessun titolo di studio particolare né esperienza alle spalle: “Sicuramente è fondamentale avere un buona predisposizione e attitudine commerciale”, spiega Franco Gaspari di MailExpress, che conta 251 agenzie in Italia, soprattutto nel Sud, “si tenga conto, infatti, che i nostri servizi sono rivolti per lo più ad una clientela business, che va dal libero professionista come l’amministratore di condominio alle agenzie di assicurazioni e alle banche, dalle aziende municipalizzate agli enti pubblici, e così via. Tale clientela va acquisita attraverso un’intensa attività commerciale e di marketing svolta in loco direttamente dal franchisee. La sede centrale fornirà tutti gli strumenti necessari”. Tra le mansioni della giornata, l'accoglienza dei clienti e le attività di front office (pagamento bollettini, rapporti con i clienti, postalizzazioni), attività di data entry, attività commerciale di sviluppo del parco clienti, attività di ritiro, e ovviamente consegna della posta da parte dei postini. Se un brand come Mailexpress e Qui Poste consigliano di avviare l'attività con almeno 3 risorse in ufficio oltre al titolare, c'è chi, come Posta Privata Nazionale, attiva dal 2009, conta ora “16 dipendenti tra impiegati e postini, visto l’aumento esponenziale del lavoro, soprattutto da un anno a questa parte, mentre all'inizio eravamo partiti con una persona in ufficio e un postino assunto a chiamata”, come ci spiega il titolare. Come sempre nel franchising, l'affiliato stipula con la casa madre un contratto che dura un periodo di tempo (ad esempio 5 anni), e che si può rinnovare tacitamente e al cui rinnovo non viene solitamente previsto il pagamento di una nuova fee d'inrgesso. Se il franchisee decide di interrompere prima dei 5 anni il contratto con l'affiliante, può continuare a lavorare in autonomia, senza naturalmente sfruttare il marchio usato fino a quel momento.

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