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Canada Post, è bagarre alla Camera

13 luglio 2011

Il ministro Lisa Raitt: avanti fino al sì alla precettazione È muro contro muro alla Camera. Per il secondo giorno consecutivo è proseguito il dibattito sul progetto di legge che prevede la precettazione dei dipendenti delle poste statali in sciopero dallo scorso 3 giugno. A nulla, almeno per ora, sono valsi gli appelli della maggioranza rivolti alle opposizioni sulla necessità di «ripristinare Canada Post nella sua piena funzionalità». Sulla questione Lisa Raitt è stata categorica. «Andremo avanti - ha dichiarato il ministro del Lavoro - fino a quando il disegno di legge sulla precettazione sarà approvato». Parole dure, dopo i toni concilianti di giovedì, quando la maggioranza conservatrice si era detta disposta a limare alcuni spigoli sulla proposta presentata in parlamento che non erano piaciuti all’Ndp. «La nostra preoccupazione - ha continuato la Raitt - riguarda una situazione che non è più sostenibile nel Paese. I danni economici sono pesantissimi, dobbiamo tutti quanti fare uno sforzo e trovare una soluzione». I neodemocratici, da questo punto di vista, hanno continuato la loro strategia sulla linea dell’intransigenza. Secondo Jack Layton - è un po’ questa la tesi di fondo sostenuta sin da lunedì scorso - la dirigenza di Canada Post e il sindacato devono tornare al tavolo della trattativa e trovare un accordo che soddisfi ambo le parti. Il tutto, senza un intervento della politica, che in trattative come queste, «dovrebbe fare un passo indietro». Anche perché secondo l’Ndp, i liberali e i Verdi, il disegno di legge sulla precettazione contiene delle misure troppo punitive nei confronti dei postini che hanno incrociato le braccia. Tra le tante, quella dello stipendio. Durante la trattativa, infatti, il sindacato aveva rifiutato l’aumento in busta paga proposto da Canada Post: nel disegno di legge del governo, l’aumento previsto è addirittura inferiore a quello offerto dalle poste. «Abbiamo ricevuto un forte mandato dei canadesi - ha continuato il ministro del Lavoro - e siamo intenzionati ad esercitarlo per tornare alla normalità». Ma l’Ndp non ci sta. Per allungare i tempi del dibattito, hanno chiesto di poter intervenire quasi tutti i deputati ndippini, con l’inevitabile dilatazione dei tempi. Senza considerare che per continuare il dibattito fiume è stata prorogata la chiusura della Camera per la pausa estiva.

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