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CANADA: Sciopero poste, interviene Ottawa

06 luglio 2011

Per la seconda volta nel giro di una settimana, il governo conservatore ha brandito la spada della precettazione, stavolta per mettere fine alla serrata voluta da Canada Post in risposta agli scioperi a rotazione degli impiegati. La posizione del governo è che la prospettiva di un arbitrato possa spingere le due parti a trovare un accordo dopo l’impasse degli ultimi giorni, in sostanza come accaduto con Air Canada. Ma nonostante l’azienda abbia dichiarato di credere ancora nella possibilità di un’intesa, molti degli iscritti del Cupw (Canadian Union of Postal Workers) facevano notare nel corso delle manifestazioni tenute ieri in alcuni centri del Paese, che continueranno anche oggi e domani, che la realtà è che i vertici di Canada Post stanno semplicemente aspettando di arrivare all’arbitrato. La questione, però, sta assumendo contorni sempre più politici: dopo che domenica l’Ndp ha annunciato per bocca di Thomas Mulcair che come opposizione ufficiale si sarebbe opposta con ogni mezzo a sua disposizione alla legge. Parole che pesano, visto che per il governo è sfida contro il tempo, con il voto previsto per giovedì, per riuscire a varare il provvedimento prima della pausa estiva. Ieri il vice di Layton è tornato all’attacco. «È stato il governo stesso, tramite un’agenzia governativa, che ha provocato la serrata». La tesi del partito arancione è infatti che la decisione presa dall’azienda di chiudere tutti gli uffici postali del Paese lasciando fuori i dipendenti abbia azzoppato il servizio postale e non gli scioperi a rotazione di un giorno organizzati dal sindacato. «Il governo si è girato su se stesso e sta criticando la situazione che ha creato». «È giusto muoversi così in questa situazione perché le parti hanno avuto mesi a disposizione», ha detto il ministro Lisa Raitt che ieri ha presentato in prima lettura la legge che contiene la precettazione, ancora una volta citando la necessità di difendere la ripresa economica. Se questa verrà approvata, sarà un funzionario del governo di Ottawa a scegliere l’offerta che ritiene più giusta tra le due presentate dal sindacato e dall’azienda.

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