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La Poste francese si lancia nella telefonia mobile.

23 febbraio 2011

PARIGI – Pochi mesi dopo la polemica sul cambiamento dello statuto della Posta francese, possibile trampolino per un'eventuale (e temuta dalla stragrande maggioranza dei cittadini) privatizzazione, l'azienda reagisce. E vuole mostrare, da gruppo pubblico ancora al 100%, di non voler rinunciare alla corsa ai profitti e alla «modernità». Si', la Poste si lancerà nella telefonia mobile. Già dagli inizi del 2011 dovrebbero essere commercializzati i primi cellulari con stampigliato sopra «La Poste mobile». I vertici dell'azienda avevano indicato tale volontà l'estate scorsa. Ma le cose stanno andando più in fretta del previsto. La Poste ha iniziato una trattativa esclusiva con Sfr, uno dei tre operatori di telefonia mobile francesi. E, secondo quanto riportato oggi dal quotidiano Les Echos, all'inizio di novembre il Cda del gruppo postale avrebbe già dato il via libera a un accordo con l'operatore. I tempi così rapidi per l'arrivo sul mercato sono dovuti al fatto che la Posta funzionerà come Mvno (mobile virtual network operator), operatore virtuale senza una rete propria, ma utilizzando, appunto, l'infrastruttura altrui. I tempi saranno ridotti al minimo, anche perché la Poste prenderà il controllo di una società già esistente, Debitel, operatore virtuale, al 40% di Sfr. La Posta francese controllerà il 51% e Sfr il 49% di Debitel. Che metterà a disposizione pure la sua piattaforma tecnologica per la distribuzione e la fatturazione dei servizi. Gli attuali clienti di Debitel, che agisce con il marchio Simplicime (uno dei principali Mvno in Francia, dove, comunque, la quota di mercato complessiva di questi operatori è di appena il 6%), passeranno a La Poste mobile. Ma le aspirazioni dei vertici del colosso postale sono altre: raggiungere quota 1,5/2 millioni di abbonati nel giro di tre-quattro anni, come dire un fatturato di circa 500 milioni di euro. È un risultato assolutamente a portata di mano, visti gli oltre 10mila sportelli sui quali la Posta francese può fare affidamento, distribuiti su tutto il territorio nazionale. Senza considerare il «marchio favoloso», come l'ha definito oggi Les Echos, che rapresenta agli occhi del francese medio. Nel corso dei dibattiti sul cambiamento dello statuto del gruppo, osteggiato da tutte le forze sindacali, i sondaggi mostrarono costantemente il vero e proprio affetto dei francesi nei confronti della loro Posta e l'ostilità della stragrande maggioranza degli intervistati alla sua privatizzazione. Questa, in realtà, non si è concretizzata. Dal primo marzo scorso la Poste è diventata società anonima, ma esclusivamente a capitali pubblici. È previsto a breve un aumento di capitale di circa tre miliardi di euro, al quale parteciperà per la metà lo Stato e per il resto la Cdc, la Cassa depositi, anch'essa in mani pubbliche. Insomma, il gruppo, non più ente, resterà comunque sotto il controllo dello Stato al 100%. Poco indebitata, la Poste ha visto nel primo semestre dell'anno migliorare sensibilmente i propri conti. Il fatturato ha totalizzato, compresi i servizi finanziari, 10,590 miliardi di euro, +2,7% su base annua. Ma sorprendente è stata soprattutto la performance sul fronte dei profitti: +23% per l'utile netto (478 milioni di euro) e +50% per il margine operativo (678). Va segnalato che lo sbarco della Poste nel mercato della telefonia mobile avverrà un anno prima di Free, già importante gruppo di accesso a Internet, che nel dicembre 2009 ha ottenuto la quarta licenza di telefonia mobile. Free, che ha già sbaragliato il settore della connessione alla rete con offerte molto competitive, non agirà come Mvno, ma in qualità di operatore con una infrastruttura propria, quindi di più lenta e difficile creazione. L'arrivo di Free, del gruppo Iliad, controllato da Xavier Niels, abilissimo imprenditore del settore hi-tech, è assai temuto dagli operatori attuali. L'alleanza fra Sfr, a sua volta nelle mani di Vivendi, e la Poste va interpretata anche in funzione anti-Free. La battaglia in corso, comunque, dovrebbe rendere ulteriormente accessibili le tariffe della telefonia mobile francese, già ora tra le più basse a livello europeo.

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