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Per banda ultra larga 6 miliardi nel 2016, fondi interessati a Telecom

12 ottobre 2009

Franco Bernabè, amministratore delegato di Telecom Italia, torna a ribadire che gli investimenti nella net generation network 2 (banda ultra larga) ammonteranno a 700 milioni nei prossimi 3 anni per arrivare a 6 miliardi nel 2016. Sempre nell'ambito della net generation network, dopo Milano, il gruppo sta avviando una nuova sperimentazione a Roma. Bernabè, in un'intervista al Financial Times, oggi ha confidato che si può "guardare al nostro futuro in un modo molto più positivo'', dando spazio al piano di taglio dei costi e alla riduzione del debito. L'Ad si è soffermato anche sulla situazione in Argentina, Paese dal quale Telecom Italia è destinata a uscire per problemi Antitrust. E ha accusato le autorità del Paese sudamericano di aver agito in modo ''molto, molto scorretto''. Ha quindi ribadito l'intenzione di voler uscire da Sofora, la holding che controlla Telecom Argentina, ma ha sottolineato che ''dato il lavoro che abbiamo fatto in Argentina, avremmo preferito restare''. Quattro compagnie argentine hanno già manifestato interesse per la quota di Sofora. Quanto alla presenza di Telefonica, azionista della società tlc attraverso Telco, Bernabè ha ammesso che ha portato ''problemi'', specialmente in Argentina, ma anche che i vantaggi sono stati maggiori. Lo stesso Gabriele Galateri, presidente di Telecom Italia, ha confermato oggi che i rapporti con Telefonica sono "corretti e positivi". Per quanto riguarda il possibile rinnovo del patto Telco, Galateri ha invitato a "non alimentare rumor" e indiscrezioni non confermate per evitare di disegnare scenari che non hanno riscontri effettivi nella realtà e sollevare problemi o questioni inesistenti. Secondo FT Telefonica intende resistere alle pressioni politiche che arrivano dall'Italia di cedere la sua quota in Telecom Italia. Telefonica è il maggior azionista di Telco, la holding che possiede la quota di riferimento in Telecom. Gli azionisti Telco si riuniranno il 28 ottobre per decidere se estendere il patto di sindacato che scade il 28 aprile. E Telefonica, che nel 2007 pagò 2,3 miliardi di euro per il 42,3% di Telco, dovrebbe esprimersi a favore del rinnovo. Per alcuni il rinnovo resta ancora la strada maestra, magari limitato a un solo anno, anche se i nodi Telefonica e Marco Fossati dovranno comunque essere risolti in vista della scadenza dell'attuale accordo. Si parla anche di una Telco2 allargata con le mire di Mediaset su Telecom e l'ipotesi di integrazione con Poste Italiane per salvaguardare l'italianità del gruppo. Gli interessi di Mediaset sul mercato iberico (si veda articolo allegato) possono in effetti modificare lo scenario con il gruppo del premier Silvio Berlusconi che punterebbe ad acquisire altre Tv dal gruppo Prisa. Da qui la necessità dell'appoggio di Telefonica e le ultime pressioni su Telco. Dunque le ipotesi alternative al rinnovo per il patto Telco sono svariate. Non ultimo, l'associazione dei piccoli azionisti Asati ha proposto nuovamente l'ipotesi di aumento di capitale per Telco e la separazione per Telefonica, ipotesi ritenuta però poco probabile. Gli interessi in gioco sono tanti e gli stessi fondi di private equity guardano al dossier Telecom Italia. "Non lo so, comunque obiettivamente non lo escludo, nel senso che ci sono grandi fondi internazionali che hanno interessi specifici nel settore, un settore che sta tornando anche abbastanza di moda", ha affermato oggi Claudio Sposito, numero uno di Clessidra Capital Partners, in merito all'ipotesi dell'ingresso di un fondo nel capitale di Telecom Italia, ricordando che di recente si è visto l'interesse da parte di fondi altamente specializzati "che stanno tornando a investire nel settore anche con grandi operazioni". In Borsa al momento il titolo Telecom Italia sale del 2,42% a 1,187 euro. Francesca Gerosa com-sen/sam/rob

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