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Gratta e Vinci: dopo ricorso Sisal, Lottomatica in prorogatio?

09 ottobre 2009

Gratta e Vinci: dopo ricorso Sisal, Lottomatica in prorogatio? A poche ore dalla scadenza del bando per l’assegnazione della concessione del Gratta e Vinci, sembrano profilarsi nuovi scenari. La cordata Poste-Sisal si sarebbe ritirata, e Sisal inoltre ha depositato un ricorso al Tar Lazio per la gara del Gratta e Vinci. La compagnia di Milano, come ha riportato l’Agicos, ha chiesto l'annullamento degli "atti relativi al bando di gara", e ha presentato istanza cautelare per chiedere la sospensione della procedura di selezione. Al momento non è stata fissata nessuna udienza. Cosa potrebbe succedere? Stando così i fatti, il Tar potrebbe decidere di sospendere la gara come richiesto da Sisal. Nel frattempo, però, il Gratta e Vinci continuerebbe il suo regolare corso, perché la sospensione della gara farebbe passare l’attuale concessione di Lottomatica in prorogatio. E un simile regime durerebbe fino a quando sarebbe risolta la questione a livello di tribunale amministrativo (considerando anche un eventuale ricorso al Consiglio di Stato). Non si vuole entrare nei motivi del ricorso al Tar, dato che potrebbero essere diversi: dall’eccessiva onerosità dei costi d’ingresso (gli 800 milioni di euro, già segnalati in una nota del Servizio Bilancio del Senato come potenziale “effetto restrittivo della concorrenza”) alla brevità del termine per l’offerta o alla incongruità fra caratteristiche dei partecipanti e l’oggetto del servizio affidato. Ciò che si nota è che in caso di proroga sarebbe Lottomatica a beneficiare. Con due effetti: intanto rimarrebbe monopolista con i termini della vecchia concessione. Poi non ci sarebbe la necessità, prevista dalla nuova gara, di versare allo Stato il chip di 800 milioni di euro. Secondo i dati riportati in un articolo del Foglio del 31 luglio 2009, con il Gratta e Vinci, Lottomatica “raccoglie 10 miliardi di euro l’anno e anche grazie a ciò l’operatore di scommesse ha chiuso il primo semestre con un utile netto di 94 milioni di euro, in aumento rispetto ai 78 milioni dei primi sei mesi del 2008”. In media, oltre 830 milioni di euro al mese, che andrebbero moltiplicati per i mesi necessari a risolvere il contenzioso al Tar (ed eventualmente al Consiglio di Stato). Mesi che potrebbero essere utili ad accumulare gli 800 milioni senza bussare alle banche (secondo Milano Finanza da sola Lottomatica al momento non ce la farebbe). Nel frattempo, il ministero dell’Economia potrebbe essere costretto a fare altri interventi, dal momento che gli 800 milioni di euro sono già stati messi a bilancio. Si tratta di elementi dei quali si sarebbe dovuto tener conto nella formulazione del bando? O forse si tratta di uno scenario inimmaginabile per via XX Settembre? Desta qualche perplessità che a una gara di carattere europeo non si siano finora fatti avanti operatori stranieri, lasciando per il momento Lottomatica sola davanti ai nastri di partenza. Un elemento che spinge a considerare anche lo scenario di un ricorso in sede europea per eventuali violazioni della normativa. E in tal caso, ai tempi della giustizia italiana, andrebbero a sommarsi quelli della Giustizia europea. In tutti questi scenari ipotizzati, rimarrebbe valido il regime di prorogatio per Lottomatica. (mlm) 9 ott 2009 19:33 ECO - Roma, 9 ott (Velino) -

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