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Micropagamenti, tanti vantaggi ma ancora troppi gli ostacoli

26 ottobre 2009

TECNOLOGIA Il commercio elettronico rimane in Italia un privilegio per pochi. Sulla riduzione dei costi di transazione e la facilità di versamento vincono interessi e oneri che ne impediscono lo sviluppo. Qualcosa, però, sta per cambiare. Pagare le bollette, prenotare un biglietto del cinema, acquistare un brano musicale o saldare il conto del parcheggio semplicemente con un sms dal proprio cellulare? Benvenuti nel mondo dei micropagamenti, un sogno per molti, una realtà per pochi. Quello che poco tempo fa rappresentava il futuro prossimo del commercio elettronico oggi rimane ancora un privilegio per pochi eletti, oltretutto costosissimo. Il sistema dei micropagamenti rappresenta sulla carta un metodo che offre grandi potenzialità eppure la sua diffusione in Italia sta incontrando non poche difficoltà, nonostante sul piano tecnologico anche grandi case telefoniche, come Nokia, stiano investendo risorse ingenti. Salvo casi particolari, infatti, il nostro onnipresente telefono cellulare non può essere usato per effettuare pagamenti di piccole dimensioni. Pochissimi servizi sono coperti da tecnologie adeguate e anche quando questo avviene l’operatore spesso si tiene il 50% o il 60% del valore trattato. Le cose non vanno certo meglio se si usano le carte di credito o carte chiuse (prepagate) dove il costo della transazione spesso equivale al prezzo del bene acquistato. I micropagamenti, per definizione sono pagamenti effettuati per l’acquisto di beni e servizi di valore inferiore a 1 dollaro. Sono stati studiati per non costringere l’operatore a imporre un costo di transazione talmente alto da risultare incompatibile con il valore di base della transazione e per agevolare le operazioni di acquisto di importi piccolissimi e legati per lo più ad attività quotidiane (come appunto pagare un caffè o un pacchetto di sigarette). Lo sviluppo del sistema dei micropayment, oltre a semplificare la vita a molti di noi, garantirebbe un sostegno significativo anche a gran parte del commercio digitale rappresentata da beni e servizi che hanno valori unitari molto bassi, compresi tra qualche euro (libri) e qualche centesimo di euro (news e brani musicali) e che animano un mercato stimato in oltre 18 miliardi di dollari entro il 2010. Estendendo questo sistema all’intero commercio si potrebbe dare vita a un nuovo modello di libero mercato digitale che privilegia il rapporto diretto, o la filiera corta, abolendo la dipendenza dall’intermediazione. Servizi del genere sono già disponibili in Paesi, come il Regno Unito e la Germania, dove il pagamento tramite credito telefonico è già consolidato. Nella patria della regina Elisabetta, ad esempio, è attiva da diversi anni OneBip, totalmente italiana. Il singolo utente si registra al servizio sul sito della società. Per acquistare è sufficiente inviare la propria password, ricevendo un sms di conferma. L’importo di ciascuna transazione viene addebitato sulla bolletta telefonica, o scalato dal credito di un’eventuale carta prepagata. In Italia la tecnologia è attiva da tempo ma solo per il ristretto mercato dei servizi di inserimento di contenuti nel proprio telefonino cellulare: suonerie, loghi, foto delle fiction e dei telefilm, invio sms gratis ecc. Tutti servizi a pagamento che utilizzano i sistemi di micropaga- menti sms che stanno spolpando gli italiani, tra i più attivi a livello europeo sul mercato della telefonia mobile. Negli ultimi mesi qualcosa però si sta muovendo: in attesa che sia recepita la direttiva europea sui servizi di pagamento anche i grandi operatori telefonici stanno mettendo a punto le proprie offerte. Telecom Italia, ad esempio, sta sperimentando con l’azienda di trasporti pubblici di Milano un servizio di pagamento dei biglietti tramite cellulare, praticabile già dai primi mesi del 2010. Il consorzio Movicom ha raggiunto accordi con Nokia e Samsung per l’attivazione della prima piattaforma in grado di abilitare l’acquisto e l’attivazione di servizi attraverso il cellulare. Anche Poste italiane con il progetto “Semplifica” già da tempo ha acceso un servizio pagamento. Speriamo sia la volta buona. TERRA - Inviato da redazione il Gio, 27/08/2009 - 15:34 Giuliano Rosciarelli

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