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Buoni lavoro, a Parma è flop. Stagionali ancora in 'nero'

22 agosto 2009

Da gennaio l'Inps di Parma ha rilasciato appena 50 voucher per impieghi occasionali. Il sistema, previsto dalla legge Biagi e attivato all'inizio dell'anno, punta a ed estendere la copertura previdenziale a giovani in cerca di occupazioni estive di Marco Severo I ‘buoni lavoro’ non servono a combattere i cattivi datori. Dal gennaio 2009 solo 50 imprenditori parmensi – secondo la stima più ottimistica - hanno richiesto i voucher per gli impieghi stagionali. Per la raccolta dei pomodori, esempio. O per servire ai tavoli nei bar. “Se le prestazioni occasionali non sono calate negli ultimi mesi – ragiona Carmelo Romeo, presidente dell’Inps Parma – si direbbe che i tagliandi finora distribuiti siano effettivamente pochi”. Cosa sono I voucher, o ‘buoni lavoro’, sono ticket pensati per combattere il lavoro nero tra i giovani che cercano impieghi per le vacanze: dal 1 giugno al 30 settembre e dal 1 dicembre al 7 gennaio sono i periodi di copertura. A prevederli è la legge Biagi del 2003, che in questo modo prova a estendere 'l'ombrello' Inail e Inps ai lavoratori stagionali. Interessati, oltre agli studenti tra i 16 e i 25 anni, anche i pensionati. Come funzionano Uscire dal cono d’ombra del lavoro nero, volendo, è facile. I datori possono richiedere all’Inps – anche online – un blocchetto di voucher indicando i loro dati e quelli dell'impiegato, insieme al periodo di riferimento per l’assunzione. I ‘buoni’ saranno poi consegnati al lavoratore, che li scambierà in moneta sonante in un qualsiasi ufficio postale. Sembra un gioco, tipo Monopoli, ma può significare molto per chi d’estate non sta con le mani in mano. I tagli dei ticket vanno da 10 a 50 euro: ogni 10 euro l’Inps ne trattiene 2,50 e, così, il lavoratore mette in cascina i suoi contributi ‘occasionali’. Le categorie interessate La sperimentazione era partita un anno fa, con la vendemmia 2008. Gli umili lavoratori delle vigne, per la prima volta, si erano presentati sotto i tralci con i ticket in saccoccia. Successivamente, a partire dal gennaio 2009, il sistema dei ‘buoni’ era stato esteso ad altri settori d’impiego “accessorio”: dai lavori domestici al giardinaggio, dall’insegnamento privato supplementare alle altre attività agricole e al porta a porta (per info: www.lavoro.gov.it/Lavoro/PrimoPiano). Parma e provincia In territorio nostrano, però, i voucher hanno fatto flop. In otto mesi solo 50 ‘buoni’ hanno provato a combattere i cattivi imprenditori. “Il punto – dice il direttore Romeo – è che non è possibile scindere i dati e sapere se ad ogni ‘buono’ corrisponde effettivamente un datore di lavoro”. In teoria, cioè, potrebbe essere stato un unico soggetto ad aver fatto incetta dei 50 blocchetti. In ogni caso si tratta di una miseria. “Non spetta a me tirare le somme ed esprimere giudizi – tiene a precisare Romeo – tuttavia è innegabile che i voucher staccati nella nostra provincia siano estremamente pochi, considerata anche la frequenza del ricorso al lavoro occasionale”. O gli stagionali sono calati di numero o, più probabilmente, i ‘cattivi’ hanno fatto carta straccia dei ‘buoni’. Parma la Repubblica.it del 22/08/2009

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