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CERIALE PROTESTA PER I BUONI LAVORO DEI DIPENDENTI A ORE

17 luglio 2009

''Per ritirare lo stipendio devo firmare 100 moduli'' Fioccano le proteste per i tagliandi usati per pagare i pensionati lavoratori e i dipendenti ad ore. Al centro delle polemiche ci sono i buoni lavoro, emessi unicamente in tagli da sette euro e cinquanta centesimi l'uno. L'ammontare dei biglietti puo' essere incassato solo negli uffici postali e per un massimo di dieci pezzi (settantacinque euro) alla volta. In aggiunta a questi disagi, sia il datore che il dipendente devono apporre codice fiscale e firma sul lato principale e sul retro di ogni mini-assegno. Un'odissea, in pratica, per chi vuole ricevere e intascare lo stipendio. «Ho ritirato la busta-paga per i primi venti giorni di lavoro come cuoco in uno stabilimento balneare e mi sono ritrovato in mano cento moduli da compilare per ricevere 750 euro. E' un vero scandalo», tuona Giancarlo Roatta, ex consigliere comunale della Lega Nord e titolare di una gastronomia, prima di andare in pensione e diventare dipendente a tempo determinato. «Dopo avere impiegato alcune ore per riempire le caselle vuote, sono andato all'ufficio POSTALE di Ceriale, che e' aperto solo di mattina, dove mi hanno detto che non possono rimborsarne piu' di dieci alla volta. Incassare lo stipendio e' cosi' diventato il mio secondo lavoro», ironizza il cuoco. «Inoltre sui tagliandi c'e' scritto che sono validi solo per prestazioni effettuate entro il 31 dicembre 2008, quindi teoricamente sono scaduti. Per fortuna i dipendenti delle Poste li rimborsano regolarmente, anche se non c'e' nessuna indicazione della direzione centrale agli impiegati. E poi non si capisce perche' i tagli debbano essere tutti da 7,5 euro. Per quale motivo nessuno ha previsto buoni di pezzatura variabile, con valori piu' alti per evitare code agli sportelli e perdite di tempo?», si chiede Roatta. 08-08-2009, LA STAMPA, IMPERIA, pag.60

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