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Qualità e Ambiente. Premiate le aziende virtuose

17 luglio 2009

Per le società più attive nella prevenzione degli infortuni agevolazioni fino al 10% dei contributi. Un «premio dimenticato» che, nonostante tutto, ogni anno la Direzione centrale Rischi dell'Inail mette a disposizione di tutte le aziende che investono in prevenzione e sicurezza. È la cosiddetta "oscillazione per prevenzione", oscura definizione dietro la quale si cela lo sconto - variabile dal 5 al 10% a seconda della dimensione d'impresa - sulle tariffe dei premi assicurativi aziendali che l'Istituto nazionale del lavoro concede alle aziende considerate virtuose: a chi cioè segue «efficaci interventi per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e di igiene nei luoghi di lavoro». Pieno coinvolgimento dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (gli Rls) alle attività di valutazione dei rischi; frequentazione di corsi di aggiornamento in materia di prevenzione, salute, pronto soccorso e gestione delle emergenze; implementazione del sistema di gestione ambientale, accurata manutenzione periodica delle apparecchiature antincendio, corretta formazione dei lavoratori stranieri e standardizzazione delle procedure operative e di intervento sui macchinari. Una lunga lista di «buone azioni» che da spese, dal 2000, si possono trasformare in un investimento remunerativo. «Dell'oscillazione per prevenzione - spiega Silvana Toriello, dirigente dell'Ufficio Tariffe della Direzione centrale Rischi dell'Inail - possono beneficiare su domanda tutti i datori di lavoro in regola con le disposizioni obbligatorie in materia di prevenzione infortuni e di igiene sul lavoro. Un numero di aziende che col tempo è andato aumentando e che dal 2004 a oggi si è praticamente quadruplicato, ma che, rispetto al totale delle attività produttive presenti sul territorio e iscritte all'Inail, rappresenta ancora un'inezia». Difficile darle torto, dato che su circa 3 milioni di imprese con posizioni aperte all'Inail, solo 40mila negli ultimi due anni vi hanno fatto ricorso. «L'oscillazione di prevenzione - continua Silvana Toriello - riduce il premio applicabile all'azienda, determinando un risparmio sul premio dovuto all'Inail del 5% per le aziende di rilevanti dimensioni (vale a dire oltre i 500 lavoratori, Ndr) e del 10% per le aziende più piccole». Disaggregando i dati forniti dall'Inail, si evince che sono in particolare le medie aziende del settore industriale ad aver richiesto lo sconto (circa 25mila), seguite dalle attività terziarie (7.600) e dalle imprese artigiane (6mila). Fra i grandi gruppi, invece, spiccano i nomi di Enel, Poste Italiane, Esselunga, Trenitalia e Rai. Un meccanismo, è il commento "critico" che viene dall'Istituto, che nel decennio quasi ormai trascorso dal varo ha dimostrato «la sua sostanziale insufficienza e inadeguatezza». Un giudizio ancora più tranchant se si pensa che l'Inail, all'avvio di questo sistema, ne temeva l'impatto sul piano finanziario, «stante in particolare la semplicità di accesso» tramite una semplice domanda da proporre in autocertificazione. Quali, allora, le ragioni di un tale insuccesso? Plurime, secondo la Direzione Rischi: «Innanzitutto la oggettiva non convenienza per molte aziende in quanto, in particolare per le piccole, la percentuale dello sconto è troppo bassa perché possa essere appetibile. Inoltre il timore di controlli e ispezioni che possono scaturire dalla proposizione dell'istanza ha finito per scoraggiare ulteriormente le piccole e piccolissime imprese. C'è poi la necessità di interventi migliorativi da attuare sul piano della prevenzione che l'azienda deve proporre ex novo ogni anno, interventi che non sempre l'impresa è in grado di garantire. Infine le lacune tecnico-professionali delle figure che si occupano nell'azienda degli aspetti assicurativi e di quelli prevenzionali: in genere, infatti, i consulenti, i commercialisti e gli uffici del personale delle aziende non sono in grado di entrare nel merito tecnico degli interventi di prevenzione mentre, dall'altro lato, chi è specializzato in prevenzione non conosce il meccanismo assicurativo». Da uno studio effettuato dall'Ufficio Statistica dell'Inail emerge poi che le aziende ad aver beneficiato dello sconto «non sono quelle che hanno realizzato le migliori performance in tema di andamento infortunistico», performance invece raggiunte «quando a disposizione dell'azienda è stato posto un vero e proprio finanziamento a sostegno della prevenzione». Tutti indicatori che hanno convinto l'Ente a riprendere in mano il provvedimento e a studiare un suo aggiornamento: «Stiamo cercando di rimodulare l'oscillazione del tasso attraverso una riarticolazione delle percentuali di sconto - precisa Silvana Toriello - tarandole su tre nuove fasce dimensionali che potrebbero essere da 0 a 50 addetti, da 50 a 100 e da 150 e oltre. In aggiunta sarebbe necessario aumentare le percentuali di sconto per la fascia che comprende le imprese di dimensione minore, facendola lievitare dal 10 al 27%, un coefficiente che ne aumenterebbe l'appetibilità senza però andare a intaccare l'equilibrio economico-finanziario dell'Ente». L'obiettivo, raggiungibile a breve, sarebbe così quello di toccare e superare quota 60mila imprese. «È ancora poco - conclude Silvana Toriello - ma la direzione sembra essere quella giusta». Massimiliano Del Barba IL SOLE 24 ORE EUROGRUP - 17.07.2009

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