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SVIZZERA: Tagli in arrivo per la Posta, OCST: "Dopo gli utili milionari nessuna chiusura"

28 aprile 2009

Lo scorso mese di febbraio l’OCST aveva anticipato la possibile ristrutturazione da parte della direzione della Posta di ulteriori 500 uffici postali come pure peggioramenti contrattuali per oltre 7’000 collaboratori. “Negli scorsi giorni c’è chi ha voluto sparare a casaccio alcuni numeri (oltre 1’000 uffici a rischio di cui 113 in Ticino, si diceva) per costringere la Posta a presentare il seguito del progetto di ristrutturazione della rete degli Uffici Postali denominato Ymago” scrive oggi l’Organizzazione cristiano-sociale ticinese che sottolinea in seguito la “pessima capacità comunicativa” del gigante giallo portato ad ammettere “che è in corso la verifica per 420 uffici postali di cui 39 in Ticino”. Nessuna chiusura dopo gli utili milionari - L’OCST afferma di non voler commentare il “ballo dei numeri” effettuato questi giorni preferendo sottolineare che “in questo difficile momento congiunturale non è certamente una ristrutturazione della rete degli uffici postali che ci si attende dalla Posta. Da un’azienda di servizio pubblico, interamente di proprietà della Confederazione, in questo delicato momento non possiamo accettare la chiusura di neppure 1 ufficio postale in tutta la Svizzera!”. L’OCST alza in seguito i toni del proprio comunicato stampa affermando che “se i guru e i manager della Posta non capiscono che un’azienda di servizio pubblico, che ha fatto oltre 825 milioni di utili nel 2008, oggi deve creare occupazione e servizi soprattutto nelle regioni periferiche e non ridurli, è meglio che trovino un’altra occupazione”. L’attenzione e le critiche vengono poi rivolte al Consigliere federale Leuenberger accusato di “assurdo silenzio” e di non garantire “un’attenta sorveglianza sulle decisioni della Posta”. Ferma opposizione - L’OCST stigmatizza con forza questa decisione e invita la popolazione e gli ambiti politici delle località i cui uffici postali sono “a rischio” ad attivarsi sull’esempio di quanto già fatto dal Comune di Cevio e dalla Regione Malcantone che si oppongono alla decisione della Posta. Il Consiglio di Stato viene in seguito invitato ad “attivarsi presso la direzione della Posta affinché sia accantonato questo progetto di ristrutturazione e vengano preservate le possibilità occupazionali nella nostra regione”. La nota stampa si conclude con una ‘promessa’: “L’OCST è comunque decisa ad attuare con qualsiasi mezzo una ferma opposizione a questa insensata decisione”. Notizia del 15/04/2009 - 16:15 TICINOONLINE LUGANO -

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