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Social card, l´aiuto ai poveri fa flop

25 dicembre 2008

Migliaia di richieste ma i 120 euro promessi non arrivano, caos all´Inps L´accredito sulla tessera dovrebbe avvenire 2 giorni dopo la consegna ma da una settimana è tutto fermo: vane le chiamate ai call center MIGLIAIA DI SOCIAL CARD - la "carta acquisti" da 40 euro mensili emessa dal governo per le fasce più povere - sono state ritirate dai cittadini ma restano "vuote", prive dell´accredito del finanziamento promesso dal governo. Migliaia di pensionati, in Lombardia, chiedono informazioni sui ritardi e mandano in tilt i centralini di Poste Italiane e Inps, con gli operatori telefonici del primo ente che rimandano al secondo e viceversa. Proteste che intasano da giorni e giorni i due call center, perché c´è gente che ha ritirato la tessera magnetica e i codici giovedì scorso e che ancora oggi - dopo una settimana - non trova l´accredito da 120 euro (i tre mesi da ottobre a dicembre). Eppure la promessa del governo era stata chiara: «La carta sarà caricata entro due giorni lavorativi dalla consegna». Invece il «buon avvio che rende giustizia delle tante ironie che si erano sentite» - questo il commento del ministro dell´Economia, Giulio Tremonti, all´esordio della social card - non c´è stato. E nella vita quotidiana di anziani e famiglie la carta è diventata un´odissea tra uffici postali, Inps e chiamate a numeri verdi che non riescono a dare risposte. «Da lunedì la gente ci tempesta di telefonate - risponde un´operatrice del call center Inps (803164) - Hanno la carta, hanno il Pin, ma non i soldi. Purtroppo per noi non esiste un sistema per controllare gli accrediti. E dal call center delle Poste (800.666.888) dicono di chiamare qui da noi». «È un problema grosso, davvero grosso - risponde, esausto, un ragazzo al call center di Poste Italiane a Roma - È da stamattina che sto spiegando a tanti che si ritrovano senza ricarica che il nostro compito è informare sulla modulistica, indicare l´ufficio postale più vicino, ma le verifiche le fanno l´Inps e il ministero dell´Economia. Arrivano telefonate da tutta Italia. Il Ministero parla di accredito in due giorni, ma non ce la fa. Così qui arrivano decine e decine di telefonate di chi magari ha diritto, ma non si ritrova i 120 euro da spendere. Chiami l´Inps, più di questo non so che dirle�». L´Inps ammette che «il flusso è stato molto elevato. Noi riceviamo il materiale cartaceo su cui dobbiamo effettuare la verifica e quindi incrociare tutto con dati che spesso non sono nella nostra immediata disponibilità. Poi tocca al Ministero». Per la verità, quando la carta viene consegnata le verifiche dovrebbero essere, a rigor di logica, già terminate. E i 120 euro arrivare in 48 ore. Soldi destinati ad anziani con più di 65 anni particolarmente disagiati e ai bimbi di meno di tre anni appartenenti a famiglie povere. Soldi utilizzabili per la spesa o il pagamento delle bollette, ma anche per la ricarica dei cellulari di alcuni operatori. Soldi che, però, non arrivano. In molti casi da giorni e giorni. Come succede in città, per esempio, a pensionati con reddito inferiore ai seimila euro che hanno presentato la domanda alle poste del quartiere Isola nel pomeriggio di giovedì 11. Cioè una settimana fa. «Gli aventi diritto avranno i loro soldi» fa sapere Poste Italiane. «Conosciamo il problema - spiegano al ministero dell´Economia, a Roma - ma abbiamo ricevuto troppe richieste. Non ce lo aspettavamo». (18 dicembre 2008) Repubblica Milano 18-12-08 Sandro De Riccardis

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