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Chiusura uffici postali in Svizzera

01 novembre 2008

Situazione sempre più difficile per i servizi di pubblica utilità come dimostra la chiusura degli uffici postali svizzeri considerati improduttivi. Bruxelles, 17 ottobre 2008 Il servizio pubblico è sempre più precario come chi ci lavora. Con l’affermazione delle logiche di mercato di ispirazione statunitense si perde progressivamente la cultura del servizio dovuto al cittadino in quanto titolare di un bagaglio comprendente non solo doveri ma anche diritti. Si perde quella che è una delle conquiste del mondo civile. La privatizzazione e le logiche imprenditoriali penetrano sempre più in profondità nel servizio pubblico e vengono descritte da coloro i quali sostengono una società di disuguali, come soluzioni salvifiche per far quadrare i conti. Conti che, malgrado le argomentazioni dei sostenitori dell’efficienza su tutto non tornano né sul piano economico né su quello sociale. È inaccettabile il sistema del profitto che prevale sui diritti del cittadino nelle scuole, negli ospedali e in altre strutture di pubblica utilità. Esemplare, in tal senso, la chiusura degli uffici postali svizzeri considerati non produttivi. Produttivi di cosa? Di denaro da reinvestire nei servizi medesimi per renderli migliori? Non pensiamo che sia così. Nel caso della Svizzera come in altri simili le logiche di mercato si scontrano col criterio della pubblica utilità. Nessuna nostalgia e nessuna demagogia, pensiamo solo che con tutta probabilità ci sia in generale, da parte dei governi, una cattiva gestione delle risorse disponibili, che gli investimenti non vengano effettuati nelle direzioni più utili alla collettività e che stia prevalendo sempre più la “cultura” del profitto totalmente estranea ai diritti e ai valori sociali. Tale “cultura”, lungi dal creare i presupposti per un benessere diffuso non fa che aumentare l’esercito dei precari, degli esclusi e gli squilibri sociali. Si tratta del sistema che, da tempo, stiamo vedendo all’opera un po’ ovunque e che ora tocca pesantemente il servizio postale elvetico. Un sistema che la Federazione Europa dei comunisti italiani depreca nel modo più sentito e convinto e per questo sostiene, con tutte le sue sezioni, la protesta dei compagni svizzeri. Massimo Congiu Ufficio stampa Federazione Europa PdCI Pubblicato il 17/10/2008 | da Massimo Congiu

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